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Ci si stanca di vivere

Ci si stanca a vivere e a fare il dovere nostro
ma tra fili, campetti e marcite
l’arbusto sbuca nel cortile, colma di luce
è la luce, una speranza spinosa eguale all’ortica
ci lascia immaginare il futuro e ci segue la sirena
industriale come degli Ulisse con i tappi di plastica
nelle orecchie e calzari di ferro e passi roboanti.

Nadia Augustoni

In fondo è semplice: carichi con colpi sufficienti, ne ammazzi fino a venti, venticinque, ce n’è abbastanza per una trentina di feriti, e magari un colpo anche per te, per evitare di soffrire troppo, il linciaggio, la galera, la pena capitale per cui devi aspettare con angoscia, nel braccio della morte. Provi una certa eccitazione nel vedere le facce disperate, impotenti, in un momento si dissolve ogni complesso, per pochi minuti il dio sei tu, il fato, la parca che recide il filo, il destino di una vita coincide con il tuo desiderio di rivalsa, di fuga dai binari insopportabili di una storia a senso unico, un copione che non hai mai il potere di cambiare. Prima di morire avrai il tempo di chiederti se tu massacri loro o siano stati loro a massacrare te.

Fabrizio Centofanti

Vetro

Madre
Dove son finite le tue parole di ieri?
Le ho lasciate entrare dentro di me
- grata -
acqua nella terra secca
Nulla
a parte quei pezzi di vetro
che stanno lì piantati da una vita.
Lo porto scritto in faccia
-Assolvimi Madre
perché non ti somiglio -
E tu l’hai fatto Madre
Tu hai fatto piovere
le parole giuste
- Chi è sano va via -

Bianca Madeccia

Sono un angolo

Sono un angolo
un limite, una rientranza.
Sono la polvere
sulla tillandsia,
lei la mia morte, io il suo nutrimento.
Sono un limite, sono dentro,
sono un confine, sono un salto abortito,
la salvezza dello schianto,
sono un limite,
nella nicchia di un quando.
Sono il tempo del durante,
il braccio che si allunga dietro una tenda
pesante.
Sono dentro un confine,
sono dietro una sbarra,
mi sposto nel buio.
Striscio sui muri
Il mio corpo diventa aguzzo come gli angoli
Che lo nascondono.

Gaja Cenciarelli

Addio Alda

Addio Alda.

 

Se tutto un infinito

ha potuto raccogliersi in un corpo

come da un corpo

disprigionare non si può l’immenso?

 

* Piccoli canti. Da: Testamento

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