Luglio 6, 2009 di parlamidamore
una struttura anagrafica di niente
questa burocratica rottura della voce
qua dove ammisi di credere la rotta
e persi invece la bussola per sempre.
in mare la barcaccia chiama s.o.s.
e la marea non s’inchina alla paura
anzi la stempia con apice di venti.
dove sarà l’ipocrita salvezza
lo sa l’alunno che non crede al tema
pure scrivendolo col nome e il cognome.
ora le celle del panico di eclisse
sono gestite dallo stipite del sogno
quando la gente dorme per dolore.
Marina Pizzi
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Luglio 6, 2009 di parlamidamore
Questo rintocco
della campana
come di cosa
scheggiata,
inatteso, inaspettato,
mi sorprende.
Che giunge tardiva,
scongiurata,
a sommar la mezza
all’ora presta.
Dà il colpo di grazia,
quest’oggi,
alla mia stanchezza.
***
Simone Rossi
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Luglio 2, 2009 di parlamidamore
la persona che cerchi non è raggiungibile.
invece di sentire la tua voce
scrivo
e sento il rumore che fa il portatile
per sentirsi vivo.
*
la tua faccia
quando compare nel film della vita
viene voglia di entrare dentro la pellicola
e stare lì come una nuvola
una sedia, una matita.
Franco Arminio
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Luglio 2, 2009 di parlamidamore
l’azzurro è lo stesso
ma nessuno ti chiama
e luce di settembre
è il ricordo
scale che abitavi
porte che aprivi
e quieto il cortile
dove il cane abbaiava al passante
e tu in mezzo alla vita
senza chiedere
con fiori e polvere
e un ridere
come si ride alla morte
senza pensarci.
Nadia Augustoni
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Giugno 27, 2009 di parlamidamore
Di giorno seguo il sole
la notte so aspettare
mi inventa la pazienza
un mondo da guardare.
Giro la corolla
c’è il cielo da vedere
i prati, il campo
e le api serene:
stanno sulla terra
senza sogni
o hanno sogni muti
da ascoltare
ali trasparenti
dove la luce
è riposare.
Nadia Augustoni
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