Feeds:
Articoli
Commenti

una struttura anagrafica di niente

questa burocratica rottura della voce

qua dove ammisi di credere la rotta

e persi invece la bussola per sempre.

in mare la barcaccia chiama s.o.s.

e la marea non s’inchina alla paura

anzi la stempia con apice di venti.

dove sarà l’ipocrita salvezza

lo sa l’alunno che non crede al tema

pure scrivendolo col nome e il cognome.

ora le celle del panico di eclisse

sono gestite dallo stipite del sogno

quando la gente dorme per dolore.

Marina Pizzi

L’ora di mezza

Questo rintocco
della campana
come di cosa
scheggiata,

inatteso, inaspettato,
mi sorprende.

Che giunge tardiva,
scongiurata,
a sommar la mezza
all’ora presta.

Dà il colpo di grazia,
quest’oggi,
alla mia stanchezza.

***

Simone Rossi

la persona che cerchi non è raggiungibile.
invece di sentire la tua voce
scrivo
e sento il rumore che fa il portatile
per sentirsi vivo.

*

la tua faccia
quando compare nel film della vita
viene voglia di entrare dentro la pellicola
e stare lì come una nuvola
una sedia, una matita.

Franco Arminio

L’azzurro

l’azzurro è lo stesso

ma nessuno ti chiama

e luce di settembre

è il ricordo

scale che abitavi

porte che aprivi

e quieto il cortile

dove il cane abbaiava al passante

e tu in mezzo alla vita

senza chiedere

con fiori e polvere

e un ridere

come si ride alla morte

senza pensarci.

Nadia Augustoni

Di giorno seguo il sole

la notte so aspettare

 

mi inventa la pazienza

un mondo da guardare.

 

 

Giro la corolla

c’è il cielo da vedere

 

i prati, il campo

e le api serene:

 

stanno sulla terra

senza sogni

 

o hanno sogni muti

da ascoltare

 

ali trasparenti

dove la luce

 

è riposare.

Nadia Augustoni

Articoli precedenti »