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Archivio per Marzo 2009

Ti voglio guardare

ti voglio guardare
mentre hai gli occhi chiusi
guardare il sole che ti passa
sulla fronte, le mani
che toccano la rosa sul tappeto
e poi divampare in altri luoghi
incollare le spalle alla parete
baciarti tra le gambe, là in mezzo
l’universo è un punto fermo
e la casa diventa una foresta,
non ci sono più chiavi
né finestre, la tua voce raccoglie
il mio naufragio, [...]

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La cura degli assenti

Ci sono cose
che tardano a venire
come figli attesi
nella notte
Che trovo ormai
di me
Meglio mettere qualcosa
in salvo
riprendere la cura
degli assenti
Coprirsi
del proprio corpo
alle gelate.
*
Sono spoglia anche di me
di questo calibro banale
dei miei chiodi
dei contrassegni sovrapposti
dalle parole
Non costruisco più su
cancellature avverse
Sono il grafico
bendato delle mie ginocchia.
*
E’ la memoria delle mani calde
il vuoto degli assenti
le sere che non potevano aiutarci.
Di [...]

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Arte poetica

Guardare il fiume fatto di tempo e acqua
e ricordare che il tempo è un altro fiume,
sapere che ci perdiamo come il fiume
e che i visi passano come l’acqua.
Sentire che la veglia è un altro sonno
che sogna di non sognare e che la morte
che teme la nostra carne è quella morte
di ogni notte, che si chiama [...]

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Continuità

Forse quanto è possibile è accaduto,
ma da te si rigenera l’attesa,
la piena d’avvenire trattenuta
dal cielo fino all’ultima preghiera
mentre,sempre immaturo, con perenne
vicenda si ricrea dalle sue ceneri
il domani e ogni giorno precipita deluso
come musica stanca di sgorgare
musica rifluisce alla sorgente.
Così invano consunta dalla vita
la misura del tempo è sempre colma
per me; ed Espero muta sì veloce [...]

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Il dire

Sono divenuto insopportabile.
Devo coprire con le mie parole ogni suono,
ogni rumore, ronzio, scoppio. Ogni ora.
Falcio i minuti con le mie parole. Prato all’inglese
raso a zero, come la testa rapata d’un tifoso,
come un nazista spinto dall’alcol a fare male.
Parlo, e parlo. Ne scrivo pure, di quello che dico,
ne faccio professione, di fede, di speranza.
E senza carità. [...]

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