ti voglio guardare
mentre hai gli occhi chiusi
guardare il sole che ti passa
sulla fronte, le mani
che toccano la rosa sul tappeto
e poi divampare in altri luoghi
incollare le spalle alla parete
baciarti tra le gambe, là in mezzo
l’universo è un punto fermo
e la casa diventa una foresta,
non ci sono più chiavi
né finestre, la tua voce raccoglie
il mio naufragio, [...]
Archivio per Marzo 2009
Ti voglio guardare
Postato in poesia il giorno Marzo 30, 2009 | Commenti disabilitati
La cura degli assenti
Postato in poesia il giorno Marzo 30, 2009 | Commenti disabilitati
Ci sono cose
che tardano a venire
come figli attesi
nella notte
Che trovo ormai
di me
Meglio mettere qualcosa
in salvo
riprendere la cura
degli assenti
Coprirsi
del proprio corpo
alle gelate.
*
Sono spoglia anche di me
di questo calibro banale
dei miei chiodi
dei contrassegni sovrapposti
dalle parole
Non costruisco più su
cancellature avverse
Sono il grafico
bendato delle mie ginocchia.
*
E’ la memoria delle mani calde
il vuoto degli assenti
le sere che non potevano aiutarci.
Di [...]
Arte poetica
Postato in poesia il giorno Marzo 28, 2009 | Commenti disabilitati
Guardare il fiume fatto di tempo e acqua
e ricordare che il tempo è un altro fiume,
sapere che ci perdiamo come il fiume
e che i visi passano come l’acqua.
Sentire che la veglia è un altro sonno
che sogna di non sognare e che la morte
che teme la nostra carne è quella morte
di ogni notte, che si chiama [...]
Continuità
Postato in poesia, contrassegnato da tag M. Luzi, poesia il giorno Marzo 28, 2009 | Commenti disabilitati
Forse quanto è possibile è accaduto,
ma da te si rigenera l’attesa,
la piena d’avvenire trattenuta
dal cielo fino all’ultima preghiera
mentre,sempre immaturo, con perenne
vicenda si ricrea dalle sue ceneri
il domani e ogni giorno precipita deluso
come musica stanca di sgorgare
musica rifluisce alla sorgente.
Così invano consunta dalla vita
la misura del tempo è sempre colma
per me; ed Espero muta sì veloce [...]
Sono divenuto insopportabile.
Devo coprire con le mie parole ogni suono,
ogni rumore, ronzio, scoppio. Ogni ora.
Falcio i minuti con le mie parole. Prato all’inglese
raso a zero, come la testa rapata d’un tifoso,
come un nazista spinto dall’alcol a fare male.
Parlo, e parlo. Ne scrivo pure, di quello che dico,
ne faccio professione, di fede, di speranza.
E senza carità. [...]