l’azzurro è lo stesso
ma nessuno ti chiama
e luce di settembre
è il ricordo
scale che abitavi
porte che aprivi
e quieto il cortile
dove il cane abbaiava al passante
e tu in mezzo alla vita
senza chiedere
con fiori e polvere
e un ridere
come si ride alla morte
senza pensarci.
Nadia Augustoni