In fondo è semplice: carichi con colpi sufficienti, ne ammazzi fino a venti, venticinque, ce n’è abbastanza per una trentina di feriti, e magari un colpo anche per te, per evitare di soffrire troppo, il linciaggio, la galera, la pena capitale per cui devi aspettare con angoscia, nel braccio della morte. Provi una certa eccitazione nel vedere le facce disperate, impotenti, in un momento si dissolve ogni complesso, per pochi minuti il dio sei tu, il fato, la parca che recide il filo, il destino di una vita coincide con il tuo desiderio di rivalsa, di fuga dai binari insopportabili di una storia a senso unico, un copione che non hai mai il potere di cambiare. Prima di morire avrai il tempo di chiederti se tu massacri loro o siano stati loro a massacrare te.