Erri De Luca ci ha abituato a cortocircuiti folgoranti, con la sua predilezione per le lingue antiche, le sue memorie di lotte operaie che si trasformano in lotte per tradurre in parole le pieghe e le piaghe della vita, sempre in un’atmosfera di poesia delicata e profondamente umana. Qui abbiamo la conferma di un percorso che sembra non sbagliare un colpo.
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